Un viaggio di 80 milioni di anni: Ciro 4.0 riporta in vita il cucciolo di dinosauro con la realtà virtuale

Un viaggio di 80 milioni di anni: Ciro 4.0 riporta in vita il cucciolo di dinosauro con la realtà virtuale

Grande partecipazione al Centro Operativo di Benevento per l’evento “Scipionyx Samniticus. Ciro 4.0: un viaggio nel tempo in realtà aumentata e virtuale”. Sala piena e grande entusiasmo per la presentazione della nuova esperienza interattiva e inclusiva con protagonista il fossile del cucciolo di dinosauro custodito dalla Sabap, realizzata nell’ambito del programma TOCC promosso dal MIC e gestito da InvitaliaSpa, a valere sui fondi del PNRR – M1C3, Investimento 3.3, dedicato al supporto dei settori culturali e creativi per l’innovazione e la transizione digitale, su indirizzo della Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio. Il Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento Mariano Nuzzo si è soffermato sul progetto di ricerca, a conferma dell’azione di tutela della Soprintendenza, che l’ha vista nuovamente impegnata nella promozione dello studio e della valorizzazione di questo straordinario fossile conosciuto in tutto il mondo. Rinvenuto a Pietraroja e oggi collocato presso il Centro operativo di Benevento, “Ciro” deve essere accessibile a tutti attraverso un’intensa attività scientifica e didattica, capace di generare interesse, conoscenza e visibilità. “Ciro” – ha sottolineato – è un vero e proprio cucciolo del territorio, patrimonio condiviso che continua a essere “coccolato” dagli studenti insieme al direttore del Centro operativo e ai suoi collaboratori. Attraverso il loro lavoro viene promossa un’esperienza immersiva che avvicina i giovani al mondo della paleontologia, contribuendo a trasmettere la storia e il valore di questo reperto a un pubblico sempre più ampio. Il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, ha raccontato come la città sia particolarmente legata a questo reperto, che con affetto tutti chiamano “Ciruzzo” e ha invitato a far conoscere sempre di più la sua straordinaria particolarità, puntando sul passaparola e sul ruolo dei media, strumenti utili a diffonderne la storia anche oltre i confini nazionali. Il presidente della Provincia di Benevento Nino Lombardi ha evidenziato invece come l’innovazione tecnologica consenta oggi di accorciare distanze e tempi, permettendoci idealmente di compiere un viaggio indietro di circa ottanta milioni di anni. In questa prospettiva il progetto assume anche un forte valore inclusivo: è come se il reperto venisse “liberato”, reso accessibile alla conoscenza di tutti. Sia il sindaco Mastella sia il presidente Lombardi hanno infine espresso apprezzamento e congratulazioni al Soprintendente per il lavoro svolto. Sono seguiti tre collegamenti a distanza con studiosi ed esperti coinvolti nello studio e nella valorizzazione del fossile. Il paleontologo Cristiano Dal Sasso del Museo di Storia Naturale di Milano ha ringraziato la Soprintendenza per l’iniziativa che ripercorre le tappe della scoperta, ricordando come il riconoscimento del reperto non sia stato immediato, confermando la straordinaria conservazione dei suoi numerosi organi interni. Simone Maganuco, paleontologo e collaboratore dello stesso museo, ha sottolineato l’importanza scientifica di Ciro, rappresentato da uno scheletro che costituisce un esemplare di grande valore per gli studi paleontologici. Per Augusto Ozzella, CTO di Cyclopes srl, è stato fondamentale aprire l’esperienza anche agli istituti scolastici poiché il progetto si sviluppa su tre direttrici: una ricostruzione ambientale ispirata alle Hawaii che consentirà ai visitatori di camminare virtualmente accanto a Ciro; una teca interattiva, pensata anche con linguaggio Braille, che potrà essere esplorata tattilmente; e un’implementazione tecnologica arricchita dall’ologramma del fossile, destinato ad ampliare il percorso immersivo. Clelia De Falco, presidente dell’UICI di Benevento, ha spiegato come anche le persone cieche possano percepire e vivere un’esperienza di questo tipo, invitando gli studenti ad avvicinarsi a queste realtà inclusive. Vittorio Fresa, responsabile dell’Unità organizzativa “Imprese culturali e creative” di Invitalia, ha evidenziato quanto il territorio abbia bisogno di tecnologie innovative per sviluppare la filiera culturale e creativa. Si è passati da una visione dei beni culturali centrata esclusivamente sulla conservazione a una prospettiva più ampia: con questo programma sono stati infatti messi a disposizione strumenti per sostenere attività imprenditoriali, soprattutto tra i giovani, creando nuova occupazione ad alta formazione nei settori della cultura e dell’innovazione e rafforzando le filiere legate all’identità del territorio. Le conclusioni sono state affidate a Simone Foresta, responsabile del Centro Operativo di Benevento, che ha ribadito come per la Soprintendenza sia un dovere costituzionale rendere il reperto sempre più accessibile alla ricerca e alla fruizione pubblica, promuovendone lo studio e la conoscenza. Nel corso del progetto sono state inoltre richieste rigorose garanzie scientifiche a sostegno delle attività di indagine e, come ribadito anche dal Soprintendente, si è preferito attendere il completamento dei lavori prima di darne comunicazione pubblica. Sono già trecento le prenotazioni arrivate in una sola giornata alla Soprintendenza per vivere l’esperienza di Ciro 4.0. Oltre alla start-up beneventana coinvolta nel progetto, sono state predisposte autorizzazioni allo studio anche con le Università, nella convinzione che le esperienze di valorizzazione debbano essere plurime e capaci di generare collaborazioni proficue tra le numerose istituzioni coinvolte. Ciro continua così a offrire molteplici occasioni di ricerca, confronto e divulgazione, tutte accomunate da un unico obiettivo: custodire e trasmettere con cura questo straordinario patrimonio.

Alla presenza di una delegazione degli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “Giuseppe Alberti” di Benevento, il progetto ha confermato il suo ruolo di “filo conduttore” tra ricerca scientifica, innovazione tecnologica e inclusione, restituendo alla comunità e alle nuove generazioni un tassello prezioso della storia più antica del nostro territorio.

Ph. Francesco Balletta