San Simeone

San Simeone

Nicola Fumo

Nicola Fumo e aiuti, San Simeone, secondo-terzo decennio del XVIII secolo. Camigliano (CE), chiesa di San Simeone Profeta (legno policromo, cm 121x90x80)

Nella prima cappella sinistra della chiesa di San Simeone Profeta a Camigliano si conserva il mezzo busto raffigurante San Simeone, l’anziano che, mosso dallo Spirito Santo, aveva riconosciuto in Gesù il Messia, prendendolo tra le braccia e benedicendolo. Il Santo, con il volto scarno e lo sguardo affabile, in origine reggeva il Bambino tra le braccia, mentre una colomba aleggia sul copricapo e una coppia di tortore dorate è poggiata in un catino sul basamento ottagonale. Gli attributi iconografici originali sono stati trafugati e sostituiti, e anche la spilla a forma di cherubino può essere considerata un’aggiunta moderna.

L’opera è qui attribuita allo scultore Nicola Fumo, che potrebbe aver realizzato il manufatto tra il secondo e il terzo decennio del XVIII secolo, con il significativo contributo dei suoi collaboratori, il che spiegherebbe la dissonanza tra il pregevole volto del santo e la resa più modesta degli abiti.

La scultura, probabilmente in legno di pero o sorbo, è costituita da un blocco centrale, diviso in due porzioni e svuotato all’interno, sul quale sono innestati la testa e le braccia. Nel 2019è stato sottoposto al restauro, perché palesava diversi rimaneggiamenti invasivi di epoca moderna, integrazioni e marcate ridipinture che offuscavano la raffinatezza della cromia originale. Il rivetto centrale presente sulla schiena era andato perduto durante alcune funzioni religiose, il dito medio della mano sinistra era lesionato e il supporto ligneo mostrava fori da sfarfallamento.

Dopo le operazioni di consolidamento strutturale e la rimozione degli strati di ridipintura non coerenti con l’originale, ricorrendo alla consultazione di foto d’archivio sono state reintegrate le decorazioni floreali dorate della cotta e del copricapo con la tecnica del decalco. Le porzioni ricostruite sono state poi rivestite con oro in conchiglia applicato a pennello. Sul basamento, ove la foglia oro era irrimediabilmente danneggiata, essa è stata nuovamente applicata con tecnica a guazzo.

Ultimo aggiornamento

6 Marzo 2025, 13:57